Pif : La mafia uccide solo d’estate

Come si può vivere a Palermo, negli anni delle guerre di mafia? “Si sopravvive”,racconta Pif (al secolo Pierfrancesco Diliberto) nel suo intervento a Caffeina insieme al registra Luca Ribuoli, “con una strana mescolanza di consapevolezza e incomprensione specialmente quando si è piccoli e i mafiosi sono quelli di quartiere a cui chiedere in riscatto un motorino rubato e l’orrore degli omicidi arriva dalla voce di una compagna di scuola, figlia di un vigile che per primo ha trovato un corpo”. Pif cerca di spiegare il suo La mafia uccide solo d’estate, film campione d’incassi e ora serie televisiva curata proprio Ribuoli, partendo da questo: il punto di vista di un bambino che non è né vittima di mafia né figlio di mafioso, un il punto di vista innocente e comune di un bambino italiano di classe media che a Palermo è nato e che crede che tutto il mondo, come spesso si tende a fare, sia sempre uguale al luogo natio. Una discussione lunga, ora amare ora divertente quella dell’ex iena, che non manca di alleggerire pur nella complessità del tema e nel tentativo di far comprendere al pubblico l’intento del suo film, lo sgomento di una vita fatta di “uomini che si facevano rispettare” che affioravano spesso in quella normalità di vita italiana medio borghese e che, forse, noi ascoltatori non possiamo comprendere fino in fondo; come “non passiamo comprendere i racconti dei nonni che hanno vissuto la guerra o i bombardamenti”, ma ben venga la serie televisiva e il mezzo serie televisiva, sottolinea Pif, rivolgendosi al registra Ribuoli “perché è un mezzo che permette di arrivare a...

Giorgio Capitani, “Il cinema nel cuore”

“Il cinema di un tempo era più affascinante più limpido anche nei suoi sistemi imperfetti “ Sabato 25 giugno, alle ore 16;30, noi di Subway Web Radio abbiamo potuto assistere alla presentazione del regista Giorgio Capitani e del suo libro “Il cinema nel cuore”, un diario retrospettivo in cui, con gioia e anche malinconia, il maestro racconta come sia iniziata la sua carriera di registra, intrecciata a quella di tanti colleghi e personaggi del tempo. Una chiacchierata intensa, quella con Capitani, che non manca di emozionarsi e far emozionare, raccontando degli esordi come segretario di produzione, del passaggio ad aiuto regista e di un mondo dove Cinecittà è raggiunta in tram, i divi pranzano con le troupe in piccoli ristoranti romani e giovani registi risparmiano pur di poter comprare la pellicola.   Un mondo artistico più semplice ma ricco di passione anche quando dai film si passava alla fiction, “quando la fiction televisiva italiana era fatta da persone di grande talento”, ma soprattutto ricco di speranza, quella speranza “che avevamo noi giovani in quei tempi e che auguro tanto ai giovani di adesso di trovare” Articolo scritto da Dorotea De Spirito.   Per ascoltare l’intervista, condotta da Dorotea De Spirito e Sheila Grazini, PRESS...