Chi trova un autore di Topolino, trova un amico.

Per capire la bellezza di questa intervista dovete mettermi nei miei panni. Che poi sicuramente saranno gli stessi panni di tanti di voi. Sin da bambino, ogni settimana, l’appuntamento all’edicola per comprare il nuovo numero di Topolino era imprescindibile. Per evitare di “gustarmelo” troppo velocemente decidevo in quale giorno e quale orario avrei letto le storie del fumetto, in modo da non rimanere all’asciutto dopo pochi minuti. Dopo questa piccola premessa immaginatevi lo stupore di conoscere Jacopo Cirillo, uno degli autori delle storie del fumetto più amato in Italia. Non vi scriverò le domande e le risposte che ho ricevuto, tanto avete la registrazione al termine dell’articolo, ma mi voglio soffermare sulla persona fantastica che ho conosciuto. Innanzitutto, per la prima volta in questa edizione di Caffeina, mi sono intrattenuto con un ospite disponibile non solo a rispondere alle mie domande, ma anche e soprattutto a parlare con me. Un’intervista della durata di cinque minuti è divenuta un’intera nottata che mi ha fatto conoscere oltre che l’autore di Topolino, l’uomo che c’è dietro. Qualche drink, tante sigarette e un bagno termale hanno trasformato Jacopo Cirillo da ospite di Caffeina ad amico. Di seguito l’intervista a Jacopo Cirillo. [Articolo di Gabriele Mazzetti] Per ascoltare l’ intervista PRESS...

Fire, Noi siamo il fuoco; Dorotea De Spirito

In occasione dell’anteprima del suo nuovo libro, Fire, noi siamo il fuoco, abbiamo raggiunto la nostra amica e speaker Dorotea De Spirito che è tornata a Caffeina per presentare la sua ultima fatica, in uscita il 14 luglio per Fanucci editore e le abbiamo fatto qualche domanda a partire proprio da questo ritorno a Viterbo, sua città natale. “Un ritorno molto voluto, desideravo tanto fare questa presentazione qui, con i miei amici, con i miei familiari e concittadini, mi sembrava doveroso: questa è la mia città, qui ho anche ambientato due libri (Angel e Devilish, usciti nel 2009 e 2012). Caffeina mi ha dato modo di tornare e condividere questo momento così importante” Importante e emozionante anche perché il nuovo libro arriva dopo un paio d’anni di pausa rispetto ai precedenti, che si sono susseguiti dal 2007, abbiamo chiesto a Dorotea in cosa quest’ultimo titolo sia diverso. “È un libro che ha avuto una lunga fase di scrittura e riscrittura, la prima idea risale al 2012 ed in effetti per certi aspetti diverso dagli altri, io lo definirei più ricco di rimandi. Sotto una trama che affonda ancora le sue radici nel fantastico, infatti a far da cornice e sfondo troviamo una città molto evoluta e tecnologica dove si insegue solo il progresso e in cui i sentimenti e l’arte sono vietati, si dispiegano tanti argomenti che io definirei eterni: amore, amicizia, paura della morte, peso dei ricordi. Spero che sia un libro più maturo…” Intervista curata da Sheila Grazini Per ascoltare l’ intervista PRESS...

Alessandro Schinco, “La disciplina della fotografia”

“Un processo interamente manuale, fatto di disciplina, abnegazione e coscienza di qullo che si sta facendo“ sono queste le componenti delle fotografie di Alessandro Schinco. Aretino, 56 anni, Alessandro inizia come reporter di viaggio in giro per il mondo per poi tornare in patria, ad Arezzo, e consolidarsi come fotografo pubblicitario. Siamo andati a trovarlo durante la sua esposizione di Viterbo, ospitato da Antonella Mattioli nello storico studio del pittore Enzo Mattioli. Alessandro, nel raccontarci le tue foto hai parlato spesso di “disciplina”, come se scattare foto facesse parte di un processo preparatorio di tipo zen. Sí, ormai siamo sovrastati dalla parla “fotografia” quando in realtá dovremmo parlare di “immagini digitali”. Le “fotografie” sono quelle esposte qua: dal negativo all’ingranditore, nessuna manipolazione o ritocco. La disciplina del lavoro, la consapevolezza di quello che si sta facendo, aiutano ad arrivare al risultato con un differente significato e profondità. Fotografare è un lavoro che si fa su se stessi, per capire il proprio stato d’animo. Questa mostra non ha un titolo specifico, ma il tema è abbastanza esplicito: figure femminili in un determinato luogo. Cosa volevi raccontare? In primis i luoghi. Il luogo deve essere pieno di energia. In quel contesto mi piace piazzarci una figura, una persona, che liberamente deve sentirsi di fare quello che “sente”, dando e ricevendo energia da quel posto. Una persona in un luogo, reagisce in un certo modo, differente da altre persone in altri posti. Il tuo modo di fotografare è molto rischioso: in analogico non hai possibilitá di sbagliare. Esatto, per me la fotografia è come un calcio di rigore: ti prepari ed arrivi...

A Caffeina #Succede

In un pomeriggio caldissimo, in una delle piazze più belle di Viterbo, sullo sfondo del Duomo una miriade di persone aspettano la star degli ultimi tempi di YouTube. Sedute in trepidazione, persone di tutte le età. Ci sono colori, tanti colori. L’atmosfera è giovane. Mentre la band che ha aperto l’intervento sta suonando la sua ultima canzone fa la sua entrata Sofia Viscardi. Capelli biondi, lunghi e fisico esile. Acqua e sapone come siamo abituati a vederla sul web. Ci racconta il suo ultimo successo: “Succede“. Un libro edito da Mondadori, un romanzo che non si può non leggere. Un intervento divertente, fresco e giovane; com’è lei. Sofia gentile e disponibile, poi, si racconta ai nostri microfoni con Giulia Pappalardo.  ...

Wallada: “Cammino orgogliosa per la mia strada”

Un caldo pomeriggio estivo, le vie del centro che iniziano ad affollarsi e Caffeina che si tinge dei colori dell’Andalusia. Le poesie della principessa Omeya Wallada riecheggiano nella mia mente e mi riportano ai profumi, ai colori dei paesaggi arabi a me familiari. Ribelle, impavida, donna fatale, coraggiosa, semplicemente la donna-simbolo della libertà femminile dell’XI secolo. Tutto questo e molto altro nella raccolta di poesie “Cammino orgogliosa per la mia strada” edita da FusibiliaLibri. L’intervista ai curatori del libro, Dona Amati e Claudio Marrucci. [Articolo scritto da Diana Giacobbi ] Per ascoltare l’ intervista PRESS...

Lilli Gruber: “Siamo Prigionieri dell’Islam”

Sfogliando il programma di Caffeina, mi salta all’occhio un evento fra tutti: Lilli Gruber presenta il suo libro “Prigionieri dell’Islam”. A primo impatto questo titolo mi spiazza, in tutti questi anni non avevo mai associato la Gruber a una possibile Islamofobia. Questo mi incuriosisce e mi spinge ad assistere all’intervento. “Siamo realmente prigionieri dell’Islam?” a questa domanda Lilli Gruber dà una risposta completamente diversa da quella che mi aspettavo. Un libro che è “un triangolo che cambia la nostra vita: terrorismo, migrazioni, integrazione” [Articolo scritto da Diana Giacobbi ] Per ascoltare l’ intervista PRESS...