Lilli Gruber: “Siamo Prigionieri dell’Islam”

Lilli Gruber: “Siamo Prigionieri dell’Islam”

Sfogliando il programma di Caffeina, mi salta all’occhio un evento fra tutti: Lilli Gruber presenta il suo libro “Prigionieri dell’Islam”. A primo impatto questo titolo mi spiazza, in tutti questi anni non avevo mai associato la Gruber a una possibile Islamofobia. Questo mi incuriosisce e mi spinge ad assistere all’intervento. “Siamo realmente prigionieri dell’Islam?” a questa domanda Lilli Gruber dà una risposta completamente diversa da quella che mi aspettavo. Un libro che è “un triangolo che cambia la nostra vita: terrorismo, migrazioni, integrazione” [Articolo scritto da Diana Giacobbi ] Per ascoltare l’ intervista PRESS...
Massimo Zamboni: Anime Galleggianti

Massimo Zamboni: Anime Galleggianti

“Annarella nella nebbia “   “V: Fino a trent’anni avevi gli occhi verdi, delle ali trasparenti, adesso hai finito i soldi passano altri inverni invecchiano anche i musicisti … M: Lasciami stare, lasciami così, non dire una parola che non sia d’amore, per me, per la mia vita.” Annarella è cresciuta, si è fatta crescere i capelli posando in un cassetto quella cresta troppo alta da portare, la spilletta rossa con la scritta A ora è solo un piccolo cimelio da lucidare la domenica mattina. Il sole che accompagna uno spinello nell’ attesa di un concerto, ora ha fatto spazio alla nebbia. Magari a quella nebbia di Macbeth che canta Vasco Brondi? No, non quella nebbia, magari quella che trovi davanti a te quando parti per un viaggio su una zattera navigando il Tartaro. [Articolo scritto da Andrea Multari] Ecco a voi l’intervista PRESS...
LO STATO SOCIALE: DA BAND ANTICONVENZIONALE A SCRITTORI CONVENZIONALI

LO STATO SOCIALE: DA BAND ANTICONVENZIONALE A SCRITTORI CONVENZIONALI

LO STATO SOCIALE: DA BAND ANTICONVENZIONALE A SCRITTORI CONVENZIONALI Per tanti di voi Lo Stato Sociale significa “Mi sono rotto il cazzo”, “Sono così indie” e “C’eravamo tanto sbagliati”, ma a Caffeina 2016, sul palco di piazza del Plebiscito… ops piazza San Lorenzo (capirete il perché ascoltando l’intervista), la band ha dimostrato di saper sorprende anche in un altro ambito. E’ stato presentato il libro “Il movimento è fermo”. Forse presentato non è la parola giusta, più che altro è stato letto, scelta a mio parere azzeccatissima perché ha proiettato tutti i presenti all’interno del romanzo, evitandoci le classiche domande poste agli scrittori che in molti casi non raggiungono l’obiettivo di farci comprendere il messaggio del libro. L’essere una band sulla cresta dell’onda, nel mondo del indie italiano, sicuramente li ha aiutati e li aiuterà nella promozione e nella vendita del libro. Non sappiamo se si tratta di una scelta puramente commerciale o artistica, ma di certo il libro può considerarsi un continuo del messaggio raccontato dalla band nei testi delle loro canzoni. Il romanzo narra la storia di due amici, uno aspirante giornalista, l’altro una sorta di “cicerone” moderno, entrambi legati indissolubilmente alla vita e alla società bolognese. Proprio il clima sociale del capoluogo emiliano offusca lo spirito reazionario che, secondo gli autori, dovrebbero avere i due giovani. Sarà una ragazza, Eleonora, a rifar ardere il fuoco della rivoluzione nei loro animi. Un fan dello Stato Sociale riconoscerà sicuramente questo tema all’interno di tanti brani, due su tutti “La rivoluzione non passerà in tv” e “Senza macchine che vadano a fuoco”. Al termine del loro intervento i cinque...