Piergiorgio Odifreddi “Se dobbiamo cambiare qualcosa nella costituzione, modifichiamo l’articolo 7”

Può esistere un luogo più dissacrante di Palazzo dei Papi per intervistare Piergiorgio Odifreddi? Probabilmente no. L’intervista con il filosofo-matematico inizia proprio con questo tema. Piergiorgio è venuto a Viterbo, la città dei papi, le è venuto l’asma o qualcosa di simile? Asma no, però certamente un minimo di precauzione… tipo corna sotto al tavolo mentre parlavo.. Nel suo intervento ha spiegato che il cervello umano è pronto per apprendere la matematica nel periodo della pubertà, dato che un momento difficile per i ragazzi, come può fare una professoressa ad inculcare la matematica nelle teste degli alunni? Beh per i ragazzi delle medie, può usare il fatto che è una professoressa e usare i due aspetti della pubertà, (ride ndr) scherzi a parte il motivo per cui ci si allontana dalla matematica è proprio la pubertà. Si hanno cose diverse a cui pensare e ci si allontana dalla matematica senza più tornarci, a meno che uno faccia studi legati solamente alla matematica. Per esempio il modo che utilizzo io è un altro, far capire che la matematica è legata a tutto, arte, musica, filosofia perché queste sono le cose che interessano alle persone e cosi rendi indolore l’entrare nella matematica. Un articolo del New York Times ha rivelato che la maggior parte dei migliori laureati in matematica dei college più importanti degli Stati Uniti vengono presi a lavorare nell’ambito economico o a Wall Street, producendo enormi danni alla ricerca scientifica. Come si può risolvere il problema? Questo è il mercato, la borsa può offrire degli stipendi che l’università in genere non può offrire. D’altra parte siamo tutti umani, dobbiamo...

Massimo Zamboni: Anime Galleggianti

“Annarella nella nebbia “   “V: Fino a trent’anni avevi gli occhi verdi, delle ali trasparenti, adesso hai finito i soldi passano altri inverni invecchiano anche i musicisti … M: Lasciami stare, lasciami così, non dire una parola che non sia d’amore, per me, per la mia vita.” Annarella è cresciuta, si è fatta crescere i capelli posando in un cassetto quella cresta troppo alta da portare, la spilletta rossa con la scritta A ora è solo un piccolo cimelio da lucidare la domenica mattina. Il sole che accompagna uno spinello nell’ attesa di un concerto, ora ha fatto spazio alla nebbia. Magari a quella nebbia di Macbeth che canta Vasco Brondi? No, non quella nebbia, magari quella che trovi davanti a te quando parti per un viaggio su una zattera navigando il Tartaro. [Articolo scritto da Andrea Multari] Ecco a voi l’intervista PRESS...

Ameremo Paola Turci

Non mi capitava da molto tempo. Quello che è successo a Caffeina in piazza San Lorenzo questo mercoledì 29 giugno è stato veramente gratificante ed emozionante. Ho avuto il piacere di assistere all’intervento di Paola Turci relativo al suo libro “Mi amerò lo stesso” edito da Mondadori. L’intervento è un alternarsi di musica e parole, dove Paola regala ai numerosi ascoltatori momenti di riflessione, sorrisi e grande emozione e commozione. Si parla della sua carriera, si parla del terribile incidente, ma si parla anche di una fede ritrovata e dalla capacità di riuscire ad accettarsi e tornare a calcare grossi palchi in giro per lo stivale. Noi di Subway Webradio abbiamo provato a raccogliere in maniera sintetica cosa rappresenta “Mi amerò lo stesso” e sopratutto il messaggio di forza e accettazione che l’umilissima cantautrice voleva trasmettere a tutti noi.   Ecco a voi l’intervista condotta da Simone Chiovelli, in arte Mr.Tinka Play...

Pierluigi Battista: “Mio Padre era fascista”

Solo un aggettivo basterebbe per descrivere l’intervento al cortile del Palazzo dei Priori dell’autore Pierluigi Battista: emozionante. L’editorialista del Corriere della Sera, giornalista tv e scrittore Pierluigi Battista ha presentato il suo romanzo “Mio Padre era fascista” attraverso un reading teatrale che ha proiettato gli spettatori all’interno della visione prima adolescenziale, e poi adulta, del padre dell’autore. Un genitore double face che se dal lato esterno corrispondeva perfettamente all’identikit del borghese italiano del dopoguerra, all’interno nascondeva un’anima fascista. Il lettore può capire ciò, attraverso gli occhi dello scrittore, che in età adolescenziale era in completo conflitto con l’ideale del genitore e se da una parte veniva trattato normalmente come un padre tratta suo figlio, dall’altro veniva tormentato dalla volontà del padre di fargli assaporare e inghiottire gli ideali fascisti che lo avevano plasmato nella sua vita. E tutto questo avveniva normalmente nella vita di tutti i giorni, passando davanti al Foro Italico, girovagando per Latina, visitando dei musei. La situazione rimase immutata sino al giorno del “Rogo di Primavalle” un attentato da parte dei militanti comunisti contro l’abitazione dell’amico fascista del padre dell’autore. La casa venne data alle fiamme durante la notte e persero la vita due dei quattro figli del militante del movimento sociale. Tutto questo distrusse le certezze di Pierluigi Battista che si ritrovò a schifare gli ideali politici perché colpevoli di istigare odio. Il tempo passò sino a quando, nel 1990, il genitore morì, lasciando il mondo dopo una stato, durato qualche anno, di quietanza verso la politica e il suo animo fascista. Lo scrittore non subì inizialmente il lutto, l’esplosione di dolore dovuta alla scomparsa...

LO STATO SOCIALE: DA BAND ANTICONVENZIONALE A SCRITTORI CONVENZIONALI

LO STATO SOCIALE: DA BAND ANTICONVENZIONALE A SCRITTORI CONVENZIONALI Per tanti di voi Lo Stato Sociale significa “Mi sono rotto il cazzo”, “Sono così indie” e “C’eravamo tanto sbagliati”, ma a Caffeina 2016, sul palco di piazza del Plebiscito… ops piazza San Lorenzo (capirete il perché ascoltando l’intervista), la band ha dimostrato di saper sorprende anche in un altro ambito. E’ stato presentato il libro “Il movimento è fermo”. Forse presentato non è la parola giusta, più che altro è stato letto, scelta a mio parere azzeccatissima perché ha proiettato tutti i presenti all’interno del romanzo, evitandoci le classiche domande poste agli scrittori che in molti casi non raggiungono l’obiettivo di farci comprendere il messaggio del libro. L’essere una band sulla cresta dell’onda, nel mondo del indie italiano, sicuramente li ha aiutati e li aiuterà nella promozione e nella vendita del libro. Non sappiamo se si tratta di una scelta puramente commerciale o artistica, ma di certo il libro può considerarsi un continuo del messaggio raccontato dalla band nei testi delle loro canzoni. Il romanzo narra la storia di due amici, uno aspirante giornalista, l’altro una sorta di “cicerone” moderno, entrambi legati indissolubilmente alla vita e alla società bolognese. Proprio il clima sociale del capoluogo emiliano offusca lo spirito reazionario che, secondo gli autori, dovrebbero avere i due giovani. Sarà una ragazza, Eleonora, a rifar ardere il fuoco della rivoluzione nei loro animi. Un fan dello Stato Sociale riconoscerà sicuramente questo tema all’interno di tanti brani, due su tutti “La rivoluzione non passerà in tv” e “Senza macchine che vadano a fuoco”. Al termine del loro intervento i cinque...

Giorgio Capitani, “Il cinema nel cuore”

“Il cinema di un tempo era più affascinante più limpido anche nei suoi sistemi imperfetti “ Sabato 25 giugno, alle ore 16;30, noi di Subway Web Radio abbiamo potuto assistere alla presentazione del regista Giorgio Capitani e del suo libro “Il cinema nel cuore”, un diario retrospettivo in cui, con gioia e anche malinconia, il maestro racconta come sia iniziata la sua carriera di registra, intrecciata a quella di tanti colleghi e personaggi del tempo. Una chiacchierata intensa, quella con Capitani, che non manca di emozionarsi e far emozionare, raccontando degli esordi come segretario di produzione, del passaggio ad aiuto regista e di un mondo dove Cinecittà è raggiunta in tram, i divi pranzano con le troupe in piccoli ristoranti romani e giovani registi risparmiano pur di poter comprare la pellicola.   Un mondo artistico più semplice ma ricco di passione anche quando dai film si passava alla fiction, “quando la fiction televisiva italiana era fatta da persone di grande talento”, ma soprattutto ricco di speranza, quella speranza “che avevamo noi giovani in quei tempi e che auguro tanto ai giovani di adesso di trovare” Articolo scritto da Dorotea De Spirito.   Per ascoltare l’intervista, condotta da Dorotea De Spirito e Sheila Grazini, PRESS...