Massimo Zamboni: Anime Galleggianti

“Annarella nella nebbia “   “V: Fino a trent’anni avevi gli occhi verdi, delle ali trasparenti, adesso hai finito i soldi passano altri inverni invecchiano anche i musicisti … M: Lasciami stare, lasciami così, non dire una parola che non sia d’amore, per me, per la mia vita.” Annarella è cresciuta, si è fatta crescere i capelli posando in un cassetto quella cresta troppo alta da portare, la spilletta rossa con la scritta A ora è solo un piccolo cimelio da lucidare la domenica mattina. Il sole che accompagna uno spinello nell’ attesa di un concerto, ora ha fatto spazio alla nebbia. Magari a quella nebbia di Macbeth che canta Vasco Brondi? No, non quella nebbia, magari quella che trovi davanti a te quando parti per un viaggio su una zattera navigando il Tartaro. [Articolo scritto da Andrea Multari] Ecco a voi l’intervista PRESS...

“Monologo Quantistico” di Gabriella Greison

“Alla fine, per riuscire a dimostrare delle teorie tanto complesse, tanto sfigati questi fisici non dovevano essere” La rivalutazione del nerd (parola ormai super-inflazionata ma che per una volta usiamo a proposito), lo smart-is-the-new-sexy pensiero. Un modo di intrattenere – muovendo sapientemente i fili dello storytelling – che è anche didattico, spesso scendendo al detaglio della singola equazione matematica: è questo lo spettacolo di Gabriella Greison dal titolo “1927 – Monologo Quantistico”. Tutto inizia durante i corsi di fisica nucleare all’università di Milano, dove ogni giorno tutti gli studenti sono costretti a passare di fronte alla fotografia commemorativa del Congresso Solvay del 1927. In quella foto sono ritratte le 29 menti della fisica più eccellenti del momento, che finiranno per collezionare in totale 17 premi Nobel. Einstein subito riconoscibile al centro, ma anche Madame Curie, Bohr, Schroedinger, Born, Planck, Dirac. Gabriella –  allora ancora studente – rimane affascinata da questa foto in bianco e nero, vorrebbe sapere tutto quello che è accaduto in quei cinque giorni a Bruxelles, dove le migliori menti del secolo si sono scambiati pareri e sfide sui complessi temi della fisica “viva”. Con un lavoro più da archivista, da storica, che da fisico quantistico, Gabriella parte per Bruxelles dove andrà ad alloggiare nella stessa camera abitata da Einstein all’Hotel Metropole, scatterà fotografie dei luoghi dove Bohr si prendeva gioco di Dirac, dove Madame Curie  – unica donna invitata – ripassava i suoi appunti. Il risultato è questo bellissimo “Monologo Quantistico”, dove numeri e formule si mescolano ad amori, ambizioni e particolarità di scienziati che prima di tutto erano persone, con un proprio passato e vissuto individuale....

Ameremo Paola Turci

Non mi capitava da molto tempo. Quello che è successo a Caffeina in piazza San Lorenzo questo mercoledì 29 giugno è stato veramente gratificante ed emozionante. Ho avuto il piacere di assistere all’intervento di Paola Turci relativo al suo libro “Mi amerò lo stesso” edito da Mondadori. L’intervento è un alternarsi di musica e parole, dove Paola regala ai numerosi ascoltatori momenti di riflessione, sorrisi e grande emozione e commozione. Si parla della sua carriera, si parla del terribile incidente, ma si parla anche di una fede ritrovata e dalla capacità di riuscire ad accettarsi e tornare a calcare grossi palchi in giro per lo stivale. Noi di Subway Webradio abbiamo provato a raccogliere in maniera sintetica cosa rappresenta “Mi amerò lo stesso” e sopratutto il messaggio di forza e accettazione che l’umilissima cantautrice voleva trasmettere a tutti noi.   Ecco a voi l’intervista condotta da Simone Chiovelli, in arte Mr.Tinka Play...

Pierluigi Battista: “Mio Padre era fascista”

Solo un aggettivo basterebbe per descrivere l’intervento al cortile del Palazzo dei Priori dell’autore Pierluigi Battista: emozionante. L’editorialista del Corriere della Sera, giornalista tv e scrittore Pierluigi Battista ha presentato il suo romanzo “Mio Padre era fascista” attraverso un reading teatrale che ha proiettato gli spettatori all’interno della visione prima adolescenziale, e poi adulta, del padre dell’autore. Un genitore double face che se dal lato esterno corrispondeva perfettamente all’identikit del borghese italiano del dopoguerra, all’interno nascondeva un’anima fascista. Il lettore può capire ciò, attraverso gli occhi dello scrittore, che in età adolescenziale era in completo conflitto con l’ideale del genitore e se da una parte veniva trattato normalmente come un padre tratta suo figlio, dall’altro veniva tormentato dalla volontà del padre di fargli assaporare e inghiottire gli ideali fascisti che lo avevano plasmato nella sua vita. E tutto questo avveniva normalmente nella vita di tutti i giorni, passando davanti al Foro Italico, girovagando per Latina, visitando dei musei. La situazione rimase immutata sino al giorno del “Rogo di Primavalle” un attentato da parte dei militanti comunisti contro l’abitazione dell’amico fascista del padre dell’autore. La casa venne data alle fiamme durante la notte e persero la vita due dei quattro figli del militante del movimento sociale. Tutto questo distrusse le certezze di Pierluigi Battista che si ritrovò a schifare gli ideali politici perché colpevoli di istigare odio. Il tempo passò sino a quando, nel 1990, il genitore morì, lasciando il mondo dopo una stato, durato qualche anno, di quietanza verso la politica e il suo animo fascista. Lo scrittore non subì inizialmente il lutto, l’esplosione di dolore dovuta alla scomparsa...

Alessio Follieri : Ti racconto di lei

Sono le 20:00 di una calda serata italiana, la nazionale di Antonio Conte ha appena matato il torero spagnolo. King kong Chiellini e il bell’imbusto Graziano Pelle fanno sognare un popolo intero. Corro a prendere la macchina, ma la destinazione non sarà la piazza centrale della citta a suonare clacson e a sbandierare una bandiera da 10 anni chiusa dentro un cassetto, mi aspetta un’ intervista . Mentre percorro la strada mi maledico nell’essermi preso questo incarico. Ragazzi in festa, bandieroni e trombette italia ’90… “Ora scendo e a fanculo tutto” sì, sono onesto il pensiero mi ha pervaso , ma neanche il tempo di finirlo che sono arrivato a destinazione. Microfono, cavi e registratore in mano. Sono pronto… “Buonasera Alessio, posso fargli 2 domande per la nostra web radio? ” Lui con una gentilezza disarmante acconsente. Ad ogni domanda posta ricevo risposte che mi fanno capire che forse ne è valsa la pena. Educato, colto ed umile, una persona veramente squisita che poche volte si ha la possibilita di incontrare nella propria vita. Ecco a voi l’ intervista di Andrea Multari ad Alessio Follieri PRESS...