LO STATO SOCIALE: DA BAND ANTICONVENZIONALE A SCRITTORI CONVENZIONALI

LO STATO SOCIALE:
DA BAND ANTICONVENZIONALE A SCRITTORI CONVENZIONALI

Per tanti di voi Lo Stato Sociale significa “Mi sono rotto il cazzo”, “Sono così indie” e “C’eravamo tanto sbagliati”, ma a Caffeina 2016, sul palco di piazza del Plebiscito… ops piazza San Lorenzo (capirete il perché ascoltando l’intervista), la band ha dimostrato di saper sorprende anche in un altro ambito. E’ stato presentato il libro “Il movimento è fermo”. Forse presentato non è la parola giusta, più che altro è stato letto, scelta a mio parere azzeccatissima perché ha proiettato tutti i presenti all’interno del romanzo, evitandoci le classiche domande poste agli scrittori che in molti casi non raggiungono l’obiettivo di farci comprendere il messaggio del libro.
L’essere una band sulla cresta dell’onda, nel mondo del indie italiano, sicuramente li ha aiutati e li aiuterà nella promozione e nella vendita del libro. Non sappiamo se si tratta di una scelta puramente commerciale o artistica, ma di certo il libro può considerarsi un continuo del messaggio raccontato dalla band nei testi delle loro canzoni. Il romanzo narra la storia di due amici, uno aspirante giornalista, l’altro una sorta di “cicerone” moderno, entrambi legati indissolubilmente alla vita e alla società bolognese. Proprio il clima sociale del capoluogo emiliano offusca lo spirito reazionario che, secondo gli autori, dovrebbero avere i due giovani. Sarà una ragazza, Eleonora, a rifar ardere il fuoco della rivoluzione nei loro animi.
Un fan dello Stato Sociale riconoscerà sicuramente questo tema all’interno di tanti brani, due su tutti “La rivoluzione non passerà in tv” e “Senza macchine che vadano a fuoco”.
Al termine del loro intervento i cinque membri della band si sono trattenuti con noi e hanno risposto ad alcune domande che gli abbiamo posto.
PS. Se conoscete lo Stato Sociale potrete già immaginare che la serietà è difficile da mantenere. Ed è giusto così.

 

[ Articolo scritto da Gabriele Mazzetti]

Per ascoltare l’ intervista PRESS PLAY

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