Alessandro Schinco, “La disciplina della fotografia”

“Un processo interamente manuale, fatto di disciplina, abnegazione e coscienza di qullo che si sta facendo“ sono queste le componenti delle fotografie di Alessandro Schinco.

Aretino, 56 anni, Alessandro inizia come reporter di viaggio in giro per il mondo per poi tornare in patria, ad Arezzo, e consolidarsi come fotografo pubblicitario.

Siamo andati a trovarlo durante la sua esposizione di Viterbo, ospitato da Antonella Mattioli nello storico studio del pittore Enzo Mattioli.

Alessandro, nel raccontarci le tue foto hai parlato spesso di “disciplina”, come se scattare foto facesse parte di un processo preparatorio di tipo zen.

Sí, ormai siamo sovrastati dalla parla “fotografia” quando in realtá dovremmo parlare di “immagini digitali”. Le “fotografie” sono quelle esposte qua: dal negativo all’ingranditore, nessuna manipolazione o ritocco. La disciplina del lavoro, la consapevolezza di quello che si sta facendo, aiutano ad arrivare al risultato con un differente significato e profondità. Fotografare è un lavoro che si fa su se stessi, per capire il proprio stato d’animo.

Questa mostra non ha un titolo specifico, ma il tema è abbastanza esplicito: figure femminili in un determinato luogo. Cosa volevi raccontare?

In primis i luoghi. Il luogo deve essere pieno di energia. In quel contesto mi piace piazzarci una figura, una persona, che liberamente deve sentirsi di fare quello che “sente”, dando e ricevendo energia da quel posto. Una persona in un luogo, reagisce in un certo modo, differente da altre persone in altri posti.

Il tuo modo di fotografare è molto rischioso: in analogico non hai possibilitá di sbagliare.

Esatto, per me la fotografia è come un calcio di rigore: ti prepari ed arrivi sul dischetto, non importa quanti ne hai tirati prima. In quell’attimo si compie il tutto; non c’è seconda possibilitá.

Dove è possibile vedere le tue opere?

Sul mio sito www.alessandroschinco.com pubblico dei piccoli estratti dei miei lavori. Sulla mia pagina Facebook invece è possibile restare aggiornati sulle esposizioni e i prossimi lavori.

 

[Intervista a cura di Simone Pizzo]

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